lunedì 9 febbraio 2009

...pensieri oziosi...

"...Provati a chiedere cos’è
una giornata di provincia
Incatenati nei perché
quando la noia ricomincia
Qualche pensiero vola via
sopra un foglietto di poesia
E invece è tutta una bugia
per noi ragazzi che chissà
Come viviamo questa età..."

Mimmo Locasciulli
"Come viviamo questa età"


domenica 21 dicembre 2008

Buon Natale a tutti!

martedì 9 dicembre 2008

Nati Digitali, tendenze di una generazione senza avi. Accademia dei Lincei di Roma (28/11/2008)

lunedì 1 dicembre 2008

Via Margutta, ieri e oggi

video

P.S.

L'audio si abbassa da un certo punto in poi per poterci montare lo speech sopra, è fatto apposta, don't worry. Dove c'è un abbassamento andrà messo sopra il parlato! Verrà un capolavoro! :-) Ah...e ovviamente...la qualità è bassa perchè, altrimenti, non avrei potuto caricare il video sul blog!

sabato 15 novembre 2008

La corsa alla politica web di Usa, Francia e Gran Bretagna

La politica YouTube non è solo americana, come dimostrano la vittoria di Barack Obama e la sua campagna elettorale. Anche Francia e Gran Bretagna stanno infatti sposando la politica del web. Nicolas Sarkozy sta intensificando la sua presenza online con una ricca postazione in Second Life - con tanto di auditorium, video e tabelloni informativi - e un sito (sarkozy.fr) pieno di video e contenuti. Per lui, lo stratega della comunicazione web si chiama Loic La Meur, un noto blogger francese, che pare stia già lavorando a una nuova versione del sito che consentirebbe agli utenti di mandare le loro domande e di votare le più interessanti. Le prime classificate, godranno del privilegio di ricevere una risposta da Sarkozy in persona, a sua volta con un video. Il premier britannico Gordon Brown, intanto, si sottopone regolarmente a un “question time” su YouTube, rispondendo alle domande (filtrate?) dei cittadini, con l'intento di avvicinare gli elettori più giovani e respingendo, così, le accuse dell'opposizione che lo considera un politico 'vecchio stampo'.
Il premier d'oltre Manica invita a porre domande su qualsiasi argomento, dalla globalizzazione ai cambiamenti climatici, dal servizio sanitario alla casa e al lavoro. «Sono qui per rispondere alle domande - ha detto - i politici hanno una possibilità, con il Question Time del premier, credo sia giunto il momento che ce l'abbiano anche i cittadini»
A Natale dell'anno scorso, anche la regina Elisabetta ha lanciato un proprio canale, "the royal channel", che conta 23626 iscritti, per un totale di 1.728.408 visualizzazioni. La monarchia britannica, nel corso degli anni, non ha mancato di mostrare il suo interesse per le tecnologie. Nel 1976, durante una visita alle forze armate, la regina Elisabetta spedì la sua prima email, risalgono invece al 1997 e al 2006 rispettivamente il lancio del sito e il primo messaggio alla nazione scaricabile da internet.
La politica web si diffonde a macchia d'olio e sempre di più, i rappresentanti delle maggiori potenze del mondo, capiscono l’importanza di distinguere la comunicazione video online dal broadcasting tradizionale, arrivando alla conclusione che, la scelta tra computer e televisione, non è solo questione di mezzo, ma di linguaggio.

venerdì 14 novembre 2008

Elezioni Presidenziali Usa 2008: Barack Obama, tra speranza e cambiamento.

Il day after di Barack Obama ha imposto al mondo la riflessione sulla sua campagna elettorale, lunga più di anno.

Organizzata perlopiù online e attraverso la partecipazione sui network, cercando consensi non solo nelle piazze americane ma anche nelle "città" virtuali della Rete. Non a caso, molti esperti di marketing hanno pensato bene di definire il neo presidente statunitense "il prodotto di un mercato": il web. Una promozione che, grazie, ai social media, ha raggiunto l'americano medio, garantendo non solo visibilità ma anche consenso (Sonia Bertino). In Italia, dove il cambiamento e lo sviluppo tecnologico sono ancora in atto, la vittoria di Barack Obama e l’uso che, nella sua campagna elettorale è stato fatto di Internet, hanno avuto come effetto quello di far parlare subito di “cambiamento”. Obama non è stato semplicemente protagonista del cambiamento, Obama è stato il cambiamento: arrivato negli Stati Uniti molto prima che da noi (Arianna Ceccarelli).
Il Presidente di colore rappresenta una società che è già cambiata e che percorre una strada nuova: quella delle nuove tecnologie e, in particolare, di Internet (Federica Guarany). Osserva Ilaria Biancacci, che Obama non ha vinto grazie a Internet, ma usando Internet per fare quello che qualunque politico dovrebbe porsi come obiettivo: ascoltare le persone, confrontare le idee, fare sintesi. Obama ha deciso di parlare alla gente utilizzando i mezzi di comunicazione "della gente": scegliendo la comunicazione immediata, la condivisione e la partecipazione diretta che solo la Rete può offrire (Maria Laura Pala). Sfruttando al meglio le capacità della Rete, è stato infatti possibile far girare i contenuti politici in tutta l'America, non solo quella delle patinate e scintillanti metropoli, ma anche quella della ruggente e polverosa periferia (Alessandra Zompatori). Ha aperto persino un sito internet per ascoltare le proposte di qualunque cittadino: si chiama change.gov ed è il primo segno tangibile del cambiamento in atto. Tutti i cittadini possono entrare e lasciare le proprie idee cliccando sulla sezione 'Open Government' (Martina Cirulli). Barack Obama, il 44° presidente degli Stati Uniti, ha battuto il suo rivale repubblicano John McCain, grazie soprattutto al consenso ricevuto dal popolo del web e ai social network, riuscendo così a conquistare la fiducia del popolo americano (Caterina Cerino). Come ha precisato Emmanuele Leone, si è trattata di una vera e propria campagna multi-tasking, con una strategia pienamente cross mediale, che ha fatto di Facebook e Myspace il trampolino di lancio. Il sito ufficiale di Barack Obama è stato, poi, una vera piattaforma operativa per la campagna su internet, grazie alla possibilità di inserire il programma elettorale, le informazioni personali del candidato e tutta una serie di elementi interattivi (Angela Carusone) che hanno contribuito a far emergere anche il lato umano della persona Obama. Un piccolo avvocato di Chicago, un uomo comune con la sua famiglia e i suoi problemi quotidiani, da tre anni al senato (Caterina Cerino), l’uomo di colore, cresciuto con pochi soldi, ma con grandi valori nel cuore (Alessandra Zompatori) e che, grazie alla sua aria bonaria e familiare (Andrea Falla) ha capito in pochissimo tempo come arrivare al cuore del suo popolo, battendo la rivale Hillary Clinton. Il suo sito è un grande esempio di tecnologia e di interattività multimediale: tutti possono iscriversi, creare il proprio spazio, interagire con gli altri, e fare una donazione per la campagna elettorale (ciò ha permesso di raccogliere milioni di dollari dalla Rete, svincolandosi dai finanziamenti tradizionali e di stato) (Emmanuele Leone e Martina Cirulli). Si stima che, grazie al Web, Obama sia riuscito a raccogliere circa 600 milioni di dollari, con i quali ha pagato parte della campagna elettorale (circa il 10% delle spese complessive) (Erika Carpinelli). Tantissimi i numeri in circolazione: su Facebook si calcolano 2 milioni e 382 mila supporter, contro gli scarsi 620 mila di McCain; su MySpace quasi 900 mila per Obama, contro gli appena 217 mila del senatore repubblicano Mc Cain. Il canale ufficiale di Obama su YouTube è stato cliccato da oltre 18 milioni di persone, mentre quello di Mc Cain, da poco più di 2 milioni (Federica Macagnone). Osserva Silvia Donat Cattin che, nel grafico diffuso da TechPresident sul minutaggio totale dei due candidati su YouTube, il predominio di Obama su Mccain è stato schiacciante: Obama conta 14 milioni e passa di ore; McCain solo 488 mila. Secondo Peter Levine, esperto di voto giovanile, si calcola che il 66% degli elettori tra i 18 e i 29 anni ha votato per Obama, registrando un aumento della partecipazione pari al 6%, fino al 55% dell'elettorato giovanile. Altri numeri piuttosto curiosi sono quelli che riguardano più in generale la Rete e i contenuti presenti. Cercare il nome di Barack Obama su Google vuol dire trovare informazioni nelle 95.300.000 pagine, cliccare 148.000 link su Google Video e vedere 430.000 filamti su YouTube. Diversi i numeri dei rivali: 67.200.000 link su Google, 105.000 su Google Video e 359.000 su YouTube (Federica Macagnone). Come osserva Fabiola Vulcano, un volto così "sconosciuto" ai più è stato in grado di diventare un autentico polo di attrazione (non solo per li americani) e di permeare cuori e menti di un intero pianeta. Parte del merito è da attribuire ad un contatto diretto non solo in carne e ossa, ma anche all'utilizzo massiccio dei nuovi mezzi di comunicazione. Per rappresentare il Partito Democratico alle Presidenziali U.S.A. 2008, tra un candidato afro-americano e una candidata donna, il popolo democratico ha scelto quello con cui aveva un contatto (o anche solo la possibilità di averlo) più diretto, che ha sentito più prossimo a quelle che sono le problematiche quotidiane.

mercoledì 12 novembre 2008

Presidenziali Usa 2008: Barack Obama primo “Web President” della storia?



Barack Obama primo “Web President” della storia? È evidente che i cambiamenti non arrivino insieme ovunque. Che poi questi cambiamenti, in molti casi, interessino solo alcune zone del mondo, ciò è ancora più evidente. È questa la riflessione che ho fatto dopo la vittoria di Barack Obama nelle ultime elezioni presidenziali. In Italia, dove il cambiamento e lo sviluppo tecnologico sono ancora in atto, la vittoria di Barack Obama e l’uso che, nella sua campagna elettorale è stato fatto di Internet, hanno avuto come effetto quello di far parlare subito di “cambiamento”. Credo però che la parola “cambiamento” assuma un significato diverso a seconda che la si riferisca all’Italia o agli Stati Uniti. Quando parliamo degli Usa, non possiamo non pensare al suo straordinario potere economico e tecnologico. Un potere ormai solido, uno dei fondamenti su cui poggia l’intera società americana. La domanda che ci si pone quindi è: Barack Obama è il protagonista o il prodotto del cambiamento? Parlando degli Stati Uniti, credo che sia molto più opportuno guardare ad Obama come il prodotto di un cambiamento, arrivato lì molto prima che da noi.



Tuttavia, la Rete non è stata usata in modo ovvio da Obama. La quantità di novità tecniche, linguistiche e comportamentali con cui Obama (e i suoi) si sono presentati in Rete (si pensi allo slogan “yes, we can!”, leitmotiv dell’intera campagna elettorale), hanno contribuito ad attirare l'attenzione di molti internauti che, oltre a simpatizzare, hanno anche sostenuto la campagna con contributi economici. Obama ha un suo blog, una pagina su MySpace che conta oltre 700mila amici (contro i 170mila del rivale repubblicano Mc Cain) e su Facebook ha più di due milioni di supporter. Ciò ha alimentato un movimento interennettiano fatto di gente che si è divertita e appassionata ad accettare e supportare Obama. L’uso di Internet e, in particolare, del blog ha avuto come scopo principale quello di comunicare, trasmettere notizie, idee e, nello stesso tempo, avere un feedback immediato da parte dei propri interlocutori. Obama è il primo afroamericano a ricoprire una carica di così grande prestigio e il primo ad aver dimostrato come, un uso adeguato dei nuovi mezzi di comunicazione, possa avere effetti sorprendenti. All’indomani della vittoria, terminato il periodo elettorale, in Rete nascono e si sviluppano qua e là curiose campagne di comunicazione bottom-up, dal basso e alternative, nelle quali il dibattito è ormai tutto incentrato sulle possibilità che Obama ha di cambiare realmente le cose, non solo in America. Ci riuscirà? Gli americani sembrano non avere dubbi: "yes, Obama can!"